Metodi di lavorazioni, da sempre naturali

Metodi di lavorazioni, da sempre naturali

Ci sono periodi e attività che non possiamo svolgere unicamente con le braccia della nostra famiglia.  Alcune fasi della lavorazione della vigna (dalla potatura, dal diradamento alla vendemmia) vengono da noi svolte in modo manuale per permetterci di raggiungere i nostri obiettivi di qualità (ad esempio, la vendemmia è eseguita manualmente per garantire la selettività che la raccolta meccanizzata non può offrire). In queste situazioni, utilizziamo manodopera in regola con i requisiti di legge, principalmente proveniente da cooperative di lavoratori specializzati, con le quali abbiamo un rapporto di collaborazione che dura nel tempo.

Non utilizziamo manodopera irregolare a basso costo. Anche questo è in linea con l’ottica vegana di un’etica responsabile, secondo la quale non si sfrutta il dolore altrui.

LA CONCIMAZIONE

Utiizziamo:

  • Pratiche agronomiche di concimazione verde, effettuata tramite favetto e trifoglio, in modo da aumentare il tenore di sostanze organiche e la biodisponibilità di sostanze nutritive
  • Aumento del contenuto organico tramitela trinciatura dell’erba e dei tralci potatiAumento dell’utilizzo delle risorse idriche naturali
  • (piogge) attraverso la fessurazione autunnale della cotica erbosa

Non utilizziamo:

  • Concimi contenenti farine animali e farine di sangue per la fertilizzazione delle terre, per non sostenere lo sfruttamento animale, neanche indirettamente.
  • Concimi minerali, che essendo facilmente dilavabili contribuiscono all’eutrofizzazione delle acque disturbando gli equilibri dell’ambiente in cui siamo inseriti.

QUANDO LA VITE A BISOGNO DI ATTENZIONI

Utilizziamo:

  • Spollonatura e diserbo del sottofilare meccanico e manuale
  • Insetticidi come il piretro naturale (non di sintesi chimica) che essendo fotodegradabile ci costringe ad effettuare il trattamento dopo il tramonto ma minimizza l’impatto sugli insetti non obiettivo della lotta
  • Scelte radicali come l’eradicazione delle viti malate e successiva sostituzione
  • Trattamenti tradizionali a base di solfato di rame per la peronospora
  • Prodotti a base di spore fungine antagoniste della malattia dello oidio, quando le temperature ne permettono l’azione, riducendo l’uso dello zolfo
  • Vendemmia verde, cioè eliminazione dei grappoli che per conformazione e posizione facilitano lo sviluppo di focolai di marcescenza, che diminuisce la qualità del mosto.
  • La vendemmia verde ci serve, oltretutto, anche per ridurre la quantità di uva in carico alla vite in modo da ottenere uva più ricca e di conseguenza un mosto con contenuto di sostanze adeguato agli obiettivi di qualità dei nostri vini.

Non utilizziamo:

  • Diserbanti per l’eliminazione delle erbe e piante infestanti dal sottofilare. I diserbanti possono lasciare nel terreno (e quindi nell’uva) tracce i cui effetti sulla salute e sull’ambiente non sono chiari. Ad esempio l’erbicida più diffuso in viticoltura è a base di glifosato la cui carcinogenicità è in discussione
  • Essiccanti per eliminare i germogli dalla base della vite (polloni)
  • Insetticidi di sintesi chimica: limitiamo i trattamenti insetticidi a quanto richiesto dalle leggi per il contenimento di malattie come la flavescenza dorata
  • Trattamenti sistemici contro le malattie fungine tipiche della vite (peronospora). I trattamenti sistemici, nonostante garatiscano una copertura più lunga (e quindi riducano tempi e costi delle lavorazioni in vigna) entrano nel circolo linfatico della vite e possono lasciare residui nell’uva o iniziare pericolosi fenomeni di resistenza delle malattie.
  • Antimuffa per evitare l’insorgenza di marcescenze in caso di periodo di vendemmia con elevato tasso di umidita. Gli antimuffa abbattono anche i lieviti indigeni presenti sulla buccia dell’uva, che noi invece utilizziamo per garantire aromi più ricchi e tipici ai nostri vini.